Un riepilogo dei principali sviluppi dell'epidemia globale di coronavirus
Il tasso di mortalità della Spagna continua a diminuire
Il Paese ha registrato 399 decessi in 24 ore, meno dei 410 di domenica. In totale, in Spagna sono morte 20.852 persone, oltre 200.000 sono state contagiate e più di 80.000 sono guarite.
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez , dovrebbe chiedere al Parlamento di prorogare il lockdown nazionale fino all'11 maggio.
In Italia diminuiscono i contagi
Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, l’Italia ha annunciato una diminuzione del numero di persone attualmente contagiate, sceso di 20 unità a 108.237. Ha comunicato che altre 454 persone erano morte – 21 in più rispetto al giorno precedente – portando il bilancio delle vittime a 24.114.
“Questo è un dato positivo, perché mostra che il numero di persone attualmente positive al virus è in diminuzione”, ha dichiarato ai giornalisti Angelo Borrelli, capo della Protezione civile italiana.

Il numero dei decessi negli ospedali del Regno Unito aumenta di 449 unità
Il Department of Health and Social Care del Paese ha dichiarato che dall’inizio dell’epidemia sono morte 16.509 persone negli ospedali del Regno Unito, con un aumento di 449 rispetto al giorno precedente. In totale sono state sottoposte al test 386.044 persone, di cui 124.743 sono risultate positive.
Gli Stati Uniti fanno saltare la dichiarazione del G20 sul rafforzamento dell'OMS
L’ostilità degli Stati Uniti nei confronti dell’Organizzazione mondiale della sanità ha impedito la pubblicazione di un comunicato dei ministri della Salute del G20, che si impegnavano a scoprire il mandato dell’OMS nel coordinamento della risposta alla pandemia globale di coronavirus.
Al posto di una dichiarazione lunga e dettagliata, i leader hanno diffuso un breve annuncio in cui affermavano che vi erano lacune nel modo in cui i diversi Paesi avevano gestito le pandemie.
L'OMS avverte: allentare le restrizioni non significa che sia tutto finito
Il direttore generale dell’organizzazione, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’allentamento delle restrizioni non significava la fine di alcuna epidemia, aggiungendo che porre fine all’episodio avrebbe richiesto “uno sforzo costante” da parte dei governi e dei singoli individui.
I cosiddetti lockdown possono contribuire ad “attenuare l’impatto dell’epidemia di un Paese”, ma non possono porvi fine da soli, ha dichiarato. I governi devono assicurarsi di poter “individuare, sottoporre a test, isolare e assistere ogni caso e tracciare ogni contatto”.

